LGBT e mussulmani: un dialogo è possibile

LGBT e mussulmani: un dialogo è possibile

L’Islam è percepito in occidente come la religione più sessista, omofoba e intollerante verso le persone LGBTI. Ma è davvero così? E quando le persone LGBT arrivano in Italia come vivono e convivono con il loro essere gay, lesbiche e trans? Riescono a mantenere il difficile equilibrio fra l’appartenenza alla loro comunità d’origine e l’incontro con il mondo LGBT occidentale?

C’è chi pensa che essere gay e di fede islamica sia possibile e che in ogni religione e cultura ci sia lo spazio per gay, lesbiche, bisex e trans. Va solamente cercato e creato con lo strumento del dialogo.

C’è anche chi pensa che le persone immigrate LGBT sono in una situazione molto particolare e come tale richiede attenzioni particolari. Rischiano infatti di essere soggette a una doppia discriminazione: quella legata alla loro condizione di immigrante e quella dovuta al fatto di essere gay, lesbica, trans o intersessuale. Situazione spesso non facile da accettare per la comunità di origine

È di questo che si parlerà da ZAP martedì 16 giugno alle 18:30 con il GGG, Gruppo Giovani Glbti* Firenze, ospite fisso del martedì nella Sala Incontri di ZAP.

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Ad animare l’incontro ci saranno i protagonisti a livello nazionale di questi temi.

Pier Cesare Notaro appartiene a Il Grande Colibrì, un’organizzazione che si occupa del dialogo fra le varie culture del mondo e le persone LGBT.  Ha anche partecipato  a MOI – Musulmani Omosessuali in Italia, il primo progetto italiano di cultura e attivismo rivolto alle persone LGBT legate al mondo islamico.

Jonathan Mastellari è membro di MigraBO’ LGBT, l’organizzazione bolognese che si occupa di integrare le persone LGBT immigrate nella società e nella cultura italiana e all’interno del mondo LGBT.

Come tutte le attività del GGG l’incontro è libero, gratuito ed aperto a tutti e sarà l’occasione buona per sfatare un bel po’ di miti!

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